La mappa dello Iokai è una rappresentazione bidimensionale del keyraku nel corpo umano. Il termine è giapponese,  jingluo in cinese. La denominazione, con lo stesso significato in ambedue le lingue, viene solitamente intesa come: canali principali (key) e rete di canali minori associati ai principali (raku). Considerando che Masunaga chiama il suo approccio keyraku shiatsu, per ricordare l’esistenza di una rete di canali associata ai key principali, potrebbero essere tratte almeno due conclusioni: la prima che le sue “estensioni” ed i suoi tragitti trasversali rivalutano il raku; la seconda che le mappe cinesi ed i testi normalmente in circolazione presentano solo i jing, cioè il significato del primo ideogramma, ovviamente con delle eccezioni.

                   

    Sulla mappa Iokai i percorsi dei canali principali vengono spesso mantenuti, talvolta cambiati in modo anche drastico, oppure semplificati. Viene sempre abbinato un percorso sul braccio a quello sulla gamba, e viceversa,  percorso che inevitabilmente si associa ad una zona d’organo dell’addome: in questo, soprattutto, consiste la sua originalità. La mappa, come tutte le mappe ma soprattutto le orientali tradizionali, non è precisa, e non intende esserlo. Dovrebbe servire, nelle intenzioni originarie, ad indicare dove approssimativamente passa il canale lasciando a Tori il compito di trovarlo; esattamente come nelle tavole anatomiche sono indicati i vasi sanguigni, ma spetta al medico individuarli. La lunga strada battuta dai Cinesi prima e dai Giapponesi poi, che l'hanno profondamente incisa con l'opera di Masunaga, è aperta a tutti coloro che, escludendo interessi personali ed egocentrismi e mantenendosi comunque sempre ancorati alla realtà di base dello shiatsu e della sua effettiva pressione sul corpo, vorranno continuare con semplicità, con saggezza e discrezione, ma anche con pazienza e buona volontà, il lavoro di ricerca fin qui condotto, usufruendo delle esperienze già realizzate quale valida sintesi di una lunga e consolidata tradizione curativa e di ricerca interiore.

    Possiamo pensare allo shiatsu, come ad una tecnica di contatto profondo, sul corpo, con lo scopo di indurre un processo di auto regolazione delle funzioni fondamentali dell'organismo, favorendo così un processo di coscenza/conoscenza del proprio corpo, della propria salute e qualità della vita.

Diversi sono gli approcci per praticare quest'arte, o i maestri a cui si può far riferimento, ma, al di là dello stile personale, tre sono le caratteristiche fondamentali dello shiatsu:

- La pressione (qualitativa).

- Considerare il corpo come un insieme indivisibile.

- Collegarsi empaticamente con il corpo del ricevente, recuperando la capacità arcaica innata in tutti gli esseri umani, di recare sollievo con lo strumento più naturale che abbiamo: le mani.

    Nella maggior parte dei metodi di trattamento manuale, che si tratti di massaggio occidentale o di “Anma” giapponese, l'effetto che si ottiene in genere non va oltre il ripristino del movimento in qualche parte del corpo, ed è più superficiale di quello profondo prodotto dalla compressione shiatsu, esercitata in senso perpendicolare con i polpastrelli dei pollici. Il metodo shiatsu, largamente praticato al giorno d'oggi in Giappone e nel mondo, viene così descritto dal ministero dell'assistenza sociale giapponese: "lo shiatsu è un trattamento nel quale si adoperano i pollici e le palme delle mani per esercitare pressione su determinati punti, allo scopo di correggere irregolarità dell'organismo, di conservare e migliorare lo stato di salute e di contribuire alla cura di taluni stati morbosi". Non tratta solamente stati dolorosi, ma promuove una maggior forza d'animo e un migliore equilibrio mentale. Lo shiatsu quindi non è semplicemente rimedio; esso stimola l'insorgenza dei poteri organici capaci di prevenire le disarmonie che possono portare a diversi tipi di squilibri, in quanto fa leva anche sull'atteggiamento mentale del soggetto trattato.

    Tokujiro Namikoshi ha sempre insistito nel dire, dopo aver trattato più di 100.000 pazienti ed aver veduto più di 20.000 allievi diplomarsi dalla scuola giapponese di shiatsu, "il cuore dello shiatsu è come il puro affetto materno; la pressione delle mani fa scorrere le sorgenti della vita".

    Nel 1953, un gruppo di scuole chiropratiche invitò Tokujiro Namikoshi a tenere delle conferenze in diverse parti degli Stati uniti d'America. A Los Angeles, durante una serie di discussioni prolungatesi per tre giorni, una persona del pubblico gli pose la seguente domanda: "sono un orologiaio, e impiego tre anni per istruire un apprendista riparatore di orologi. Come può lei, in soli tre giorni, a spiegare un metodo per riparare l'organismo umano, che è tanto più complicato di un orologio?". Namikoshi rispose che ovviamente la sua obiezione era ragionevole, ma che non doveva dimenticare due cose: prima, che un orologio è soltanto meccanismo; seconda, che l'organismo umano possiede capacità di rigenerazione e di autoriparazione che nessun meccanismo può eguagliare. Ad esempio, quando un corpo estraneo entra in un occhio, la secrezione lacrimare lo allontana immediatamente; quando un pezzetto di cibo o un poco di liquido va a finire nella trachea, la persona si mette spontaneamente a tossire per espellerlo. Così la pelle in pochi giorni si rigenera. In altre parole, il nostro organismo può provvedere da solo a tante riparazioni senza bisogno di qualcuno che lo aggiusti. Lo shiatsu può operare apparenti miracoli appunto perché impiega l'istinto naturale di comprimere le parti dolenti, e utilizza i meravigliosi poteri naturali dell'organismo. Indubbiamente, taluni aspetti scientifici del metodo debbono ancora essere chiariti, ma lo scopo reale del discorso è semplicemente quello di far comprendere che i poteri naturali insiti nell'organismo possono essere tranquillamente utilizzati con l'applicazione della pressione quando richiesta.

La gente di oggi, facendo affidamento ai medici, nelle medicine e nelle iniezioni, tende a trascurare l'importanza delle cure naturali. Ippocrate, il padre della medicina, aveva in mente proprio questo genere di cure quando disse che la natura è la vera medicina, mentre la medicina non è che serva della natura. Così la pensava anche chi coniò il proverbio: "La natura guarisce la malattia, il medico riscuote la parcella". Tutte quelle persone ansiose e nervose che affollano

 

gli ambulatori dei medici, si troverebbero assai meglio se aprissero gli occhi ai miracoli che l'organismo può compiere da solo; lo shiatsu serve appunto a far aprire questi occhi.    I movimenti dell'organismo umano vengono prodotti dalla contrazione di circa 450 muscoli, fissati con le due estremità a segmenti ossei. La contrazione muscolare è il risultato di un complicato processo, che inizia con l'assorbimento delle sostanze nutritive derivante dai cibi digeriti nell'intestino. Queste sostanze vengono quindi convogliata al fegato, dove si trasformano in glicogeno. Distribuito ai muscoli mediante la corrente sanguigna, il glicogeno si combina con l'ossigeno introdotto attraverso i polmoni, e questa combustione produce l'energia necessaria per la contrazione muscolare. Il processo dà luogo a una scoria, denominata acido lattico, ed è questo la causa della fatica: quando una certa quantità di acido lattico si accumula nel muscolo, la contrazione viene ostacolata o resa addirittura impossibile. L'applicazione della pressione digitale sopra il muscolo che si contrae malamente per sovraccarico di acido lattico è capace di ottenere la ritrasformazione dell'80% dell'acido in glicogeno, eliminando così la fatica e quindi la cattiva contrazione muscolare.

    Altra caratteristica dello shiatsu é quella di essere eseguita senza sforzo muscolare, impiegando unicamente il peso del corpo di chi opera e sempre perpendicolarmente rispetto alla zona o al punto che viene trattato. La forza e la potenza di questa pressione deriva dalla centratura dell’operatore in hara, quell’importante zona sottombelicale tenuta in grande considerazione dagli Orientali e che costituisce il vero baricentro fisico ed energetico del corpo e dei suoi movimenti. Durante il trattamento shiatsu l’Operatore intraprende con il ricevente un dialogo non verbale, affidato unicamente alle mani ma tuttavia intenso ed efficace, che si esplica a livelli profondi e che parla il linguaggio del corpo con una attenzione tutta particolare ai suoi messaggi e ai suoi bisogni. Nella medicina tradizionale notiamo che la parte curata è sempre quella che si considera ammalata. La cultura orientale ritiene che siamo costruiti in un unico pezzo, e che risulta impossibile isolare una parte senza considerare quale sarà l’effetto su tutto il resto. L’azione dell'Operatore shiatsu coincide in maniera esemplare con i massimi principi enunciati e perseguiti dall’OMS, perché agisce, attraverso una tecnica manuale antichissima, per promuovere il benessere della persona, stimolandola verso un maggiore equilibrio del suo stato di salute; ciò avviene non in modo parziale ed  univoco ma prendendo in considerazione nella valutazione ogni aspetto che può avere un’incidenza sulla salute dell’individuo, coinvolgendo con il suo trattamento la "persona" nel senso più ampio del termine, anziché limitandosi ad un ambito strettamente fisico. Prendendo poi in esame l’ultimo elemento inserito nel moderno concetto di salute, ossia l’interazione individuo-ambiente, diciamo che l'Operatore shiatsu, con la sua tecnica unica e particolare, attiva nel ricevente la capacità di adattarsi da un ambiente esterno che risulti essere troppo aggressivo, favorendo una nuova condizione di equilibrio che gli permetta innanzitutto di inserirsi nel suo mondo in modo adeguato, di impiegare nuove strategie e risorse, di bilanciare positivamente gli stimoli esterni ed infine di intervenire nella maniera più idonea e determinante sull’ambiente stesso per renderlo più confacente ai suoi bisogni e alle sue necessità. Socialmente, un Operatore shiatsu è colui che, attraverso le tecniche e le teorie specifiche della sua arte, fa da "attivatore" affinché in chi riceve il trattamento venga stimolata una risposta che induca salute e benessere a suo beneficio, al miglioramento della sua risposta nei confronti dell'ambiente e con questo ad una positiva influenza sull'ambiente stesso.



Lo Shiatsu è anche un mezzo per

sostenere chi ci è vicino o ci avvicina



 

    La nostra capacità di aiutare gli altri dipende dai progressi conseguiti nel fare qualcosa  riguardo noi stessi. L'aiuto non ha luogo se non nella misura in cui chi


aiuta ha raggiunto una certa maturità; possiamo infatti accompagnare qualcuno fin dove siamo stati in grado di arrivare noi. E’ altresì importante vedere il mondo attraverso gli occhi degli altri, per poterne avvertire anche la sofferenza; per farlo bisogna essere lì con il ricevente e non persi in qualche film interiore. L'attenzione ci "abitua" a stare lì: qual è la cosa più importante della mia vita? Quella che sto facendo ora. La mia vita è questo momento, in questo momento. Qual è la persona più importante della mia vita? Quella con cui sono ora. Forse ha bisogno del nostro aiuto o della nostra calma, d'una parola o di essere ascoltata. Chiunque essa sia, questa persona è quella più importante. Questa è attenzione. Sapere che la persona che stiamo per trattare, in questo momento è la persona più importante del mondo, è l'essenza del trattamento e non serve avere delle teorie su questa persona perché questo farebbe di lei una non-persona. Abbiamo di fronte un individuo speciale, questo è molto più importante di tutte le teorie. Le teorie ci aiutano a comprendere le persone in generale, ma questa non è una persona in generale: è esattamente quello che è. In questo modo ci si apre ad accogliere anche informazioni e confessioni su argomenti molto vicini al suo cuore, quando chi abbiamo di fronte desidera aprirsi e comunicare i suoi stati d’animo. Con le mani andiamo a stimolare i fiumi della vita che scorrono in profondità cercando di migliorarne la corrente quindi il suo procedere verso il delta, dove ogni fiume abbandona i suoi ristretti limiti per espandersi nell'oceano. Si dice che non possiamo amare gli altri fino a che non ameremo noi stessi e forse una delle cose che possiamo fare per noi stessi è scoprire il nostro amore per gli altri. Fare shiatsu è scoprire il nostro amore per gli altri, avere la sensazione di fare qualcosa di valido con la propria vita. Quando si "studia" lo shiatsu, si studia se stessi; quando si studia se stessi, si dimentica se stessi.

   Lo shiatsu, unito ad una terapia dietetica, può servire come coadiuvante per aiutare il fisico ad eliminare le tossine e a migliorare la circolazione sanguigna direttamente sul viso o altre parti del corpo. Vi siete mai chiesti come i giapponesi, e gli orientali in generale, hanno una pelle liscia che dimostra molti meno anni della vera età biologica? La risposta non si trova soltanto nella genetica, ma coinvolge un’eccellente dieta associata a un buon stile di vita. Gli Gli asiatici in generale consumano molto più frutta e verdura

 

fresca e molto meno cibo d’origine animale, oltre ad evitare l’esposizione diretta al sole, fattori che aiutano a mantenere l’elasticità e la setosità della pelle. Seguire una dieta centrata nella macrobiotica o vegetariana o comunque con apporto equilibrato di pesce fresco, può portare allo stesso risultato di una buona pelle a tutti, evitando il consumo di carne, uova, zucchero raffinato e prodotti farinacei. Anche il fumo è associato ai danni alla pelle, come le rughe da fumatore, poiché esso secca i tessuti. Sarebbe fondamentale, comunque, sempre seguire l’avviso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e tutti i Ministeri della Salute Europei, che raccomandano di mangiare, come minimo, quotidianamente 5 porzioni di frutta fresca e cruda e 5 porzioni di verdura fresca e cruda. Il “National Cancer Institute” e tutte le Autorità Sanitarie Statunitensi consigliano un consumo di 7-9 porzioni di frutta, verdura e cereali, ogni giorno, ma solo il 5-10% di noi segue questi consigli: pensate che in Europa il consumo medio non raggiunge infatti nemmeno la metà dei livelli raccomandati! Le principali ragioni sono dovute al ritmo frenetico della vita moderna che ci tiene sempre lontani dalla nostra casa e da noi stessi, e quindi anche da ciò che ci fa del bene.

    Scopo dello shiatsu è rafforzare la persona, mantenerne la vitalità e sostenere la sua innata capacità di autoguarigione. Opera sui meridiani, sulle aree e sui punti che secondo il pensiero orientale costituiscono la struttura energetica dell'essere umano e che ne influenzano l’espressione fisica, mentale, emotiva e spirituale. Il trattamento ristabilisce il libero flusso dell'energia e ottiene, come effetto, che le disarmonie energetiche in atto nel corpo si risolvono, riportando ad uno stato di equilibrio e benessere. La pressione shiatsu è profonda, ma progressiva e non genera dolore. Con lo shiatsu i blocchi e le tensioni si sciolgono e la nostra energia vitale si riattiva. Lo shiatsu opera sul corpo attraverso i punti ed i meridiani, ma agisce su tutto il nostro essere riequilibrando il corpo, la mente e le emozioni.

    Il mondo dello shiatsu e' molto più' ricco e sfaccettato di quanto pubblicamente si conosca e presenta delle caratteristiche che meritano attenzione. Innanzitutto l'ampiezza sociale della sua diffusione: molte migliaia di persone di diversa età, sesso e condizione sociale, si accostano oggi allo shiatsu, per apprenderlo o riceverlo. In secondo luogo l'orientamento culturale che vi si esprime: lo sviluppo dello shiatsu si e' infatti intrecciato in questi anni ad una vasta e seria attività di esplorazione e interpretazione del pensiero e delle pratiche tradizionali della cultura orientale producendo ovunque, anche in Italia, una ricca ed interessante bibliografia. Significato culturale ha anche la fondamentale importanza metodologica che in tutto il percorso formativo viene data all'esperienza: il suo valore riconosciuto è quello di fondamento e compagno necessario di una conoscenza flessibile, capace di un approccio non preordinato con la realtà. A tutti noi capita di sentirci stanchi, stressati e con le “batterie scariche”; il lavoro, gli impegni giornalieri, spesso la famiglia, assorbono energia, anche morale. Cosa si chiede costantemente se non di “stare meglio”? Di sentirsi più presenti, più in forma, sia dal punto di vista fisico che mentale? Inoltre il nostro atteggiamento è già un atto di comunicazione e la nostra postura, il tono di voce, i nostri movimenti più semplici, sono recepiti a livello più o meno inconscio da chi ci sta davanti in maniera positiva o negativa, con i conseguenti effetti. Le nostre reazioni fisiche ed emotive, i nostri movimenti, le posture, le modificazioni della respirazione stessa, sono risposte a stimoli ben precisi; la nostra mente condiziona il nostro corpo. La nostra sfera emotiva è il risultato della rielaborazione mentale dei dati sensoriali che rappresentano la nostra conoscenza del mondo; la consapevolezza di quanto le emozioni influenzino il comportamento, la capacità di rispondere alle stesse e di gestirle in maniera appropriata è un problema che riguarda tutti noi. Emozioni intense come la rabbia o il dolore, se non si è in grado di reagire in modo positivo, possono avere effetti negativi sulla salute. Il nostro fisico mette in atto delle risposte che ci appaiono come “anomalie”: il ritmo cardiaco aumenta, il respiro si fa via via più affannoso, fino ad avere mani sudate, tremore, ecc. Ebbene, è vero anche il contrario: il nostro corpo può condizionare la nostra mente. Conoscendo il nostro corpo, possiamo educarci ad usarlo a favore della nostra mente. Ad esempio imparare ad agire consapevolmente sul nostro ritmo respiratorio aiuterà a migliorare lo stato mentale generale. La conoscenza delle nostre potenzialità ci darà maggior autocontrollo. A sua volta un controllo migliore della mente ed una maggiore sicurezza e fiducia servono a dirigere il corpo verso una condizione di maggiore benessere.

    Esistono migliaia di tecniche naturali che fra loro sono sicuramente unite da una solida base: ciò che l'universo comprende, è compreso in ogni singolo aspetto che ne fa parte. Ecco quindi che la tecnica shiatsu (per metodo di applicazione) si apre ad ogni conoscenza che ogni terapia include.






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